martedì 18 maggio 2010
mercoledì 24 marzo 2010
giornata orripilante
"che.giornata.orripillosamente.obrobriosa."dissi sbattendomi la mano sulla fronte cui seguì un sonoro 'sciaf!'.
"perchè??"mi chiese alice comminandomi a fianco con aria allegra e sorridendo come se tutto le andasse sempre bene nella vita.
perchè.
perchè?
perchè
ora tu,sottospecie di esserino allegro che mi trotterella a fianco con aria maledettamente felice,sei lì che mi guardi in attesa di una risposta abbastanza esauriente e intanto mi fissi con i tuoi occhioni azzurri che sembrano dire:"dai dai dimmi su dimmi dimmi dimmi!!" e ti aspetti davvero che ti risponda?
allora non hai capito niente dalla vita.
sono arrivata distrutta stamattina a scuola, dopo non aver dormito neanche un'ora tutta la notte per un motivo che ancora mi è sconosciuto,sono entrata passando dalla porta principale della scuola -non l'avessi mai fatto- e mi sono ritrovata per l'ennesima volta in quel marasma di gente che affolla l'atrio ogni mattina.
Successivamente mi sono sbracciata per riuscire a trovare almeno una persona di mia conoscenza ma,data l'immensa difficoltà di quel gesto, mi sono rassegnata,avviandomi verso l'aula dove avremmo praticato Yoga.
non che la nostra sia una scuola per ricconi,di quelle in cui le portate vengono servite su piatti di ceramica decorati,con sala relax,piscina e tutto il resto,ma oggi:(giorno alquanto strambo) sarebbe stata la giornata dell'autogestione.
devo ammetterlo:quel corso rilassa veramente.
La cosa alquanto strana che notai dopo la fine del corso fu che avevo completamente dimenticato tutto ciò a cui stavo pensando prima.
sorrisi senza accorgermene.
non so se considerarla una cosa positiva oppure no.
I guai arrivarono dopo,quando riuscii a rintracciare il mio piccolo gruppo di amici,che mi trascinarono nella loro aula per aiutarli a finire un cartellone interamente coperto di scritte e foto.
Pazzi ,pensai quando mi chiesero di ritagliare minimo un centinaio di quadratini per decorarne il controno.
Voi siete tutti pazzi
uscii di corsa precipitandomi verso i bagni sperando vivamente che:
1-nessuno mi stesse seguendo(del resto chi mai mi seguirebbe)
2-nessuno mi avesse visto uscire dall'aula
3-non ci fosse nessuno nei bagni.
"beh dai,almeno sembrano vuoti"dissi con aria sollevata guardandomi allo specchio e cercando di domare la massa informe di capelli scompigliati che avevo quella mattina.
"perchè ogni volta che mi guardo mi sembra di essere sempre più orribile??" naturalmente non ricevetti nessuna risposta quindi continuai a parlare da sola "beh in questo caso opterò per una soluzione drastica:non mi guarderò più allo specchio." dissi rivolgendomi alla figura riflessa e facendole una smorfia-che lei ricambiò con tempismo-,poi tornai verso l'aula in cui alice e gli altri mi stavano (forse) aspettando.
"non rispondi eh?..sei impossibile!!"imprecò alice mettendo il broncio.
io la guardai di sfuggita e poi sorrisi senza motivo iniziando a camminare verso la stazione delle corriere.
"lo so"sussurrai sempre sorridendo fra me e me.
era strano.
quello era uno di quei giorni in cui tutto è confuso,in cui in un momento ridi e in quello dopo piangi a dirotto senza saperne il perchè;o magari solamente io avevo quegli strani momenti.
salii sulla corriera sovrapensiero;c'era poca gente percui -miracolo!!- trovai per la prima volta un posto a sedere,giusto nella prima fila,di fianco ad un'anziana signora dall'aria gentile.
Appena passata la rotonda mi sporsi in avanti,verso il vetro, per riuscire a vedere la gelateria.
Lo trovavo un passatempo alquanto divertente;solo quando le persone non sanno di essere osservate si dimostrano veramente per quello che sono.
Poi un giubbotto giallo giusto davanti all'entrate della gelateria attirò la mia attenzione.
la Corriera si fermò e, quasi contemporaneamente anche il mio cuore.
Era lui.
E questa volta per davvero.
Era allegro,i suoi capelli marrone scuro gli arrivavano come al solito fino all'altezza degli occhi,senza coprirli del tutto.
Quegli occhi bellissimi,marroni come il cioccolato e così dolci, si strinsero e un sorriso gli allargò le labbra mentre piegava la testa all'indietro e rideva allegro con i suoi amici.
Rorrisi anche io,involontariamentemente,e una scarica elettrica che non seppi spiegare mi attraversò il corpo.
Se solo lui..
non ebbi il tempo di finire il mio pensiero che la corriera ripartì,lentamente,mentre ad ogni metro che faceva la voragine nel mio cuore si allargava sempre di più.
Stupida.
mi rimproverai mentalmente di non pensarci più ma purtroppo il mio cervello continuava a riproporre la sua immagine.
Sorrideva.
poi misi a fuoco quel ricordo così felice eppure così tremendamente doloroso:era con una ragazza.
Solo dopo molto tempo dopo che la corriera ebbe passato il centro della città me ne accorsi:
erano in piedi..
e lui l'ha baciata.
"perchè??"mi chiese alice comminandomi a fianco con aria allegra e sorridendo come se tutto le andasse sempre bene nella vita.
perchè.
perchè?
perchè
ora tu,sottospecie di esserino allegro che mi trotterella a fianco con aria maledettamente felice,sei lì che mi guardi in attesa di una risposta abbastanza esauriente e intanto mi fissi con i tuoi occhioni azzurri che sembrano dire:"dai dai dimmi su dimmi dimmi dimmi!!" e ti aspetti davvero che ti risponda?
allora non hai capito niente dalla vita.
sono arrivata distrutta stamattina a scuola, dopo non aver dormito neanche un'ora tutta la notte per un motivo che ancora mi è sconosciuto,sono entrata passando dalla porta principale della scuola -non l'avessi mai fatto- e mi sono ritrovata per l'ennesima volta in quel marasma di gente che affolla l'atrio ogni mattina.
Successivamente mi sono sbracciata per riuscire a trovare almeno una persona di mia conoscenza ma,data l'immensa difficoltà di quel gesto, mi sono rassegnata,avviandomi verso l'aula dove avremmo praticato Yoga.
non che la nostra sia una scuola per ricconi,di quelle in cui le portate vengono servite su piatti di ceramica decorati,con sala relax,piscina e tutto il resto,ma oggi:(giorno alquanto strambo) sarebbe stata la giornata dell'autogestione.
devo ammetterlo:quel corso rilassa veramente.
La cosa alquanto strana che notai dopo la fine del corso fu che avevo completamente dimenticato tutto ciò a cui stavo pensando prima.
sorrisi senza accorgermene.
non so se considerarla una cosa positiva oppure no.
I guai arrivarono dopo,quando riuscii a rintracciare il mio piccolo gruppo di amici,che mi trascinarono nella loro aula per aiutarli a finire un cartellone interamente coperto di scritte e foto.
Pazzi ,pensai quando mi chiesero di ritagliare minimo un centinaio di quadratini per decorarne il controno.
Voi siete tutti pazzi
uscii di corsa precipitandomi verso i bagni sperando vivamente che:
1-nessuno mi stesse seguendo(del resto chi mai mi seguirebbe)
2-nessuno mi avesse visto uscire dall'aula
3-non ci fosse nessuno nei bagni.
"beh dai,almeno sembrano vuoti"dissi con aria sollevata guardandomi allo specchio e cercando di domare la massa informe di capelli scompigliati che avevo quella mattina.
"perchè ogni volta che mi guardo mi sembra di essere sempre più orribile??" naturalmente non ricevetti nessuna risposta quindi continuai a parlare da sola "beh in questo caso opterò per una soluzione drastica:non mi guarderò più allo specchio." dissi rivolgendomi alla figura riflessa e facendole una smorfia-che lei ricambiò con tempismo-,poi tornai verso l'aula in cui alice e gli altri mi stavano (forse) aspettando.
"non rispondi eh?..sei impossibile!!"imprecò alice mettendo il broncio.
io la guardai di sfuggita e poi sorrisi senza motivo iniziando a camminare verso la stazione delle corriere.
"lo so"sussurrai sempre sorridendo fra me e me.
era strano.
quello era uno di quei giorni in cui tutto è confuso,in cui in un momento ridi e in quello dopo piangi a dirotto senza saperne il perchè;o magari solamente io avevo quegli strani momenti.
salii sulla corriera sovrapensiero;c'era poca gente percui -miracolo!!- trovai per la prima volta un posto a sedere,giusto nella prima fila,di fianco ad un'anziana signora dall'aria gentile.
Appena passata la rotonda mi sporsi in avanti,verso il vetro, per riuscire a vedere la gelateria.
Lo trovavo un passatempo alquanto divertente;solo quando le persone non sanno di essere osservate si dimostrano veramente per quello che sono.
Poi un giubbotto giallo giusto davanti all'entrate della gelateria attirò la mia attenzione.
la Corriera si fermò e, quasi contemporaneamente anche il mio cuore.
Era lui.
E questa volta per davvero.
Era allegro,i suoi capelli marrone scuro gli arrivavano come al solito fino all'altezza degli occhi,senza coprirli del tutto.
Quegli occhi bellissimi,marroni come il cioccolato e così dolci, si strinsero e un sorriso gli allargò le labbra mentre piegava la testa all'indietro e rideva allegro con i suoi amici.
Rorrisi anche io,involontariamentemente,e una scarica elettrica che non seppi spiegare mi attraversò il corpo.
Se solo lui..
non ebbi il tempo di finire il mio pensiero che la corriera ripartì,lentamente,mentre ad ogni metro che faceva la voragine nel mio cuore si allargava sempre di più.
Stupida.
mi rimproverai mentalmente di non pensarci più ma purtroppo il mio cervello continuava a riproporre la sua immagine.
Sorrideva.
poi misi a fuoco quel ricordo così felice eppure così tremendamente doloroso:era con una ragazza.
Solo dopo molto tempo dopo che la corriera ebbe passato il centro della città me ne accorsi:
erano in piedi..
e lui l'ha baciata.
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la tua presenza mi dà dannatamente fastidio
martedì 23 marzo 2010
nuova scuola
"no.è impossibile."dissi facendo scorrere il dito sul lungo elenco dei componenti della classe,rettifico:
della mia futura e nuova classe.
""mmh..beh i nomi non ispirano neanche a me, ma non ti preoccupare,magari ci sarà qualcuno di carino"disse Jenny guardandomi con un sorrisetto malizioso che mi fece subito riflettere sul fatto che le sue cellule cerebrali avessero abbandonato quello spazio angusto che lei ancora si ostinava a chiamare cervello.
Alice mi riprese pizzicandomi il braccio e facendomi l'occhiolino, per poi indicare il gruppo di persone che si stava avvicinando all'entrata della scuola."su vai con loro,è la tua classe" mi disse cercando di fare un piccolo sorriso di incoraggiamento che,mi spiace dirlo, non servì ad un bel niente.
seguui di malavoglia la massa di gente che probabilmente sarebbe stata la mia classe e mi ritrovai dentro a un tornado impazzito:gente che non faceva altro che spingere,urlare,commentare ogni singola mattonella del percorso con fare disgustato,sussurrare e spettegolare e,cosa più irritante di tutte,fissarmi.
cercai di ignorare le fastidiose presenze che spingevano da tutte le parti e iniziai a osservare distrattamente lo chermo del mio cellulare:una rosa rossa su fondo color seppia.però,che mancanza di fantasia.mi rimproverai mentalmente di cambiare sfondo,perlomeno con qualcosa di leggermente più allegro e che non mi facesse pensare agli anni passati.poi sentii una leggera pressione sulla parte destra del corpo.era sempre più forte e prima che potessi attaccarmi a qualcosa mi ritrovai per terra in mezzo a quella marmaglia di gente che per poco non finiva per pestarmi.
"Chi..." imprecai a denti stretti alzando lo sguardo verso l'alto,poi una mano tesa irruppe nel mio campo visivo.
"scusami,non ti avevo vista". già,che novità.
guardai per un'istante la mano ancora ferma davanti al mio viso,poi la afferrai con decisione e mi tirai su guardandomi intorno per constatare che nessuno ci stesse fissando;bene,la mandria imbufalita era ormai distante e rimanevano solo due o tre alunni che passeggiavano tranquillamente nel corridoio senza prestarci attenzione.
"davvero scusami ancora ,non era mia intenzione venirti addosso"
"lo spero.."commentai sussurrando.
lui rise in un modo così..bello che fui costretta ad alzare gli occhi verso il suo viso.
"Oh mamma"dissi spalancando gli occhi per la sorpresa.
della mia futura e nuova classe.
""mmh..beh i nomi non ispirano neanche a me, ma non ti preoccupare,magari ci sarà qualcuno di carino"disse Jenny guardandomi con un sorrisetto malizioso che mi fece subito riflettere sul fatto che le sue cellule cerebrali avessero abbandonato quello spazio angusto che lei ancora si ostinava a chiamare cervello.
Alice mi riprese pizzicandomi il braccio e facendomi l'occhiolino, per poi indicare il gruppo di persone che si stava avvicinando all'entrata della scuola."su vai con loro,è la tua classe" mi disse cercando di fare un piccolo sorriso di incoraggiamento che,mi spiace dirlo, non servì ad un bel niente.
seguui di malavoglia la massa di gente che probabilmente sarebbe stata la mia classe e mi ritrovai dentro a un tornado impazzito:gente che non faceva altro che spingere,urlare,commentare ogni singola mattonella del percorso con fare disgustato,sussurrare e spettegolare e,cosa più irritante di tutte,fissarmi.
cercai di ignorare le fastidiose presenze che spingevano da tutte le parti e iniziai a osservare distrattamente lo chermo del mio cellulare:una rosa rossa su fondo color seppia.però,che mancanza di fantasia.mi rimproverai mentalmente di cambiare sfondo,perlomeno con qualcosa di leggermente più allegro e che non mi facesse pensare agli anni passati.poi sentii una leggera pressione sulla parte destra del corpo.era sempre più forte e prima che potessi attaccarmi a qualcosa mi ritrovai per terra in mezzo a quella marmaglia di gente che per poco non finiva per pestarmi.
"Chi..." imprecai a denti stretti alzando lo sguardo verso l'alto,poi una mano tesa irruppe nel mio campo visivo.
"scusami,non ti avevo vista". già,che novità.
guardai per un'istante la mano ancora ferma davanti al mio viso,poi la afferrai con decisione e mi tirai su guardandomi intorno per constatare che nessuno ci stesse fissando;bene,la mandria imbufalita era ormai distante e rimanevano solo due o tre alunni che passeggiavano tranquillamente nel corridoio senza prestarci attenzione.
"davvero scusami ancora ,non era mia intenzione venirti addosso"
"lo spero.."commentai sussurrando.
lui rise in un modo così..bello che fui costretta ad alzare gli occhi verso il suo viso.
"Oh mamma"dissi spalancando gli occhi per la sorpresa.
martedì 9 marzo 2010
..
Mi guardai intorno due volte per accertarmi che nessuno mi avesse visto e sentii i miei capelli raccogliere alcuni fiocchi della neve che aveva appena iniziato a scendere.Poi mi alzai velocemente e attarversai il prato, che iniziava a tingersi di un bianco candido in contrasto contro il verde abbagliante dei fili d'erba.
Entrai nel passaggio segreto cercando di essere il più silenziosa possibile (anche se solo un pazzo sarebbe andato a spasso per il colledge a quell'ora di mattina) e cercando di adattare velocemente la mia vista al buio del corridoio.
vidi la fenditura illuminata e velocizzai leggermente il passo,finchè la luce del mattino non tracciò una linea sottile sul mio viso, mentre mi accertavo che le panchine e il giardino comune della scuola fossero vuoti.Poi un sospiro di sollievo,non c'era nessuno.
"dove crede di andare lei?".
Entrai nel passaggio segreto cercando di essere il più silenziosa possibile (anche se solo un pazzo sarebbe andato a spasso per il colledge a quell'ora di mattina) e cercando di adattare velocemente la mia vista al buio del corridoio.
vidi la fenditura illuminata e velocizzai leggermente il passo,finchè la luce del mattino non tracciò una linea sottile sul mio viso, mentre mi accertavo che le panchine e il giardino comune della scuola fossero vuoti.Poi un sospiro di sollievo,non c'era nessuno.
"dove crede di andare lei?".
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